EspressOh: belle e naturali come un caffè italiano

Le donne ed il trucco. L’eterna lotta tra il desiderio di piacere ed il rischio di sembrare la nipote di Moira Orfei

Il make-up è gioie e dolori. È successo a tutte, almeno una volta nella vita, di farsi prendere la mano…e superare il sottile crinale tra la valorizzazione di se, ed un look urlato che, impedendoci di sentirci a nostro agio, ha reso una serata, un evento speciale, un primo incontro, mostruosamente indimenticabile.

Tutto questo per colpa di una tendenza, ormai diffusasi su scala mondiale, caratterizzata dalla ricerca spasmodica dell’eccesso, dall’esasperazione delle parti del corpo che esprimono femminilità, fino a produrre effetti grotteschi. Volti e corpi di donne che sembrano ricavati da un medesimo stampino, quello che ossessiona influencer, fashion blogger, attrici mediocri e partecipanti ai reality.

Se un’adolescente italiana, che potrebbe attingere a innumerevoli icone nostrane di bellezza e stile, preferisce smontare e rimontare il proprio corpo come un Lego per scimmiottare una bambola di plastica americana, è evidente che abbiamo un problema. Scarsa considerazione del nostro background, e poca o nulla consapevolezza di quello che rende ognuna di noi unica e inconfondibile.

Il brand di make-up EspressOh nasce dall’esigenza di aiutare donne e ragazze a recuperare (o trovare) l’autostima smarrita, grazie a prodotti ideati e realizzati interamente in Italia, nel rispetto dei principi etici (cruelty free: niente sperimentazione sugli animali) e di sostenibilità ambientale (compensazione delle emissioni di anidride carbonica tramite progetti di riforestazione, niente più plastica negli imballaggi…)

Mascara, correttore e rossetto EspressOh donano a chi li usa un look forte, che emana il carisma tipico di chi conosce i propri punti di forza e attraverso questi comunica al meglio la sua autenticità, imperfetta ma ricca di fascino.

A fondare il marchio, a novembre 2018, è stata Chiara Cascella, che, prima di compiere 30 anni, aveva già incamerato 5 anni di “esperienza sul campo” lavorando tra Milano e Parigi per la multinazionale di riferimento nel mercato della cosmesi.  Decide così di mettersi in gioco in prima persona…e dare voce, energia e spunti creativi, alle migliaia di ragazze e giovani donne che devono fare i conti con la cronica, nefasta, sindrome del “non sono abbastanza”.

In fondo per apprezzare l’immagine che ci rimanda lo specchio non è necessario dilapidare soldi in interventi dolorosi e pericolosi, né sottoporci a lunghe e frustranti sedute di trucco sotto le sapienti (?) mani di amiche. Basta andare nel negozio di make-up giusto, farci guidare dall’istinto, e prenderci tutto il tempo necessario a scegliere cosa comprare…

 

Francesca Garrisi     

Quando le cose non mi divertono, mi ammalo  (H.B.)

 

 

 

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