Pasta in casa, tra tradizione e passione

Esistono sapori memorabili e ricordi legati ad essi. 

pasta-in-casa Non sto parlando di letteratura francese, né mi riferisco alla gustosa Madéleine di cui narrava Proust. Anche se il concetto ci si avvicina molto. Rimaniamo in terra italiana per onorare gli elementi che hanno reso il Bel Paese internazionale ed unico: storia e tradizione.

Italiani? Pasta, pizza e mandolino! 

Si  può interpretare in maniera dispregiativa oppure no. È  statisticamente provato: conserviamo il ruolo di leader mondiale nel campo della pasta. Un’arte oggi trasformata in industria da miliardi di fatturato grazie ai notevoli sviluppi tecnologici.

Chi non ha mai provato il piacere di avere una nonna in grado di regalare grosse soddisfazioni al palato? Preparare in pasta-2casa la pasta fresca all’uovo è un momento di grande soddisfazione per due motivi: il primo è perché nel farla ci si rilassa più che durante un’ora di sauna e bagno turco; il secondo è perché il risultato aumenta l’autostima e ci fa sentire parte di una tradizione. Ma è saper tenere in vita e tramandare la storia la vera arte. Sia chiaro: l’evoluzione (culinaria in questo caso), il progresso e la modernizzazione vanno sempre premiati e questo Paese ne ha bisogno. Ma esistono caratteristiche, dettagli, creati con troppa cura e passione da potersi permettere di essere surclassati facilmente.


L’arte di fare la pasta non ha controindicazioni eccetto una, soprattutto a causa dei frenetici ritmi quotidiani della nostra società: il tempo. Ma ecco che, per chi non ne ha, esistono in commercio utensili e macchine che in pochi minuti preparano l’impasto e in pochi altri consentono di tagliare la pasta nel formato desiderato.

A ciascuno il suo (tipo di pasta)

  È proprio così che ancora oggi, dalle trisavole alle zie, le donne italiane sono capaci di deliziare figli e nipoti, di tutte le età, con orecchiette-3queste leccornie. Qui alcuni esempi di qualità tipiche italiane:

  • Fra Molise e Puglia troviamo i cavatelli (o cavatiell), che presentano una forma allungata, con una tipica incavatura all’interno, per permettere ai condimenti di aderire bene alla pasta: una delizia ricavata da un impasto di semola di grano duro ed acqua. 
  • In Liguria le famose trofie, fatte con farina di grano tenero, acqua e sale, il cui condimento principe è sicuramente il pesto alla genovese.
  •  In Emilia Romagna le (ormai diffusissime) tagliatelle, caratterizzate dall’abbondante contenuto di uova nell’impasto. E ancora: pici toscani, orecchiette pugliesi, strascinati lucani.

Chissà perché le cose fatte con amore regalano tanto e lasciano sempre quel pizzico di dolcezza in più. Un grande scrittore come Daniel Pennac l’ha messa così: «In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere».

 

di Giorgia Sollazzo  

 
 
 

 

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