Sfruttamento minorile e zero controllo: questo il prezzo dei nostri abiti

Stanze strette, sicurezza inesistente, orari improponibili.

Condizioni di disagio per qualsiasi lavoratore. Figuriamoci se si tratta di minorenni. Eppure è ciò che succede nelle 7000 fabbriche tessili bengalesi, in cui bambini lavorano dall’alba al tramonto per venti centesimi al giorno.

Sfruttamento minorile e zero controllo , questo il prezzo da pagare per gli abiti a tre euro venduti negli store delle grandi catene. Le fabbriche producono infatti sia indumenti per il mercato locale che per le grandi marche, che a loro volta gestiscono il lavoro attraverso subappalti ad industrie più piccole. Un circolo vizioso in cui risulta davvero difficile capire quale sia la reale provenienza dei prodotti.

Il fotografo messicano,Claudio Montesano Casillas ha documentato le condizioni indecenti in cui vertono i bambini di una fabbrica di Dakha.  Poco meno che adolescenti, sono obbligati a lavorare, rinunciando a un’istruzione adeguata. Si occupano di qualsiasi ruolo, dall’applicazione delle pailettes alla pulizia dei macchinari. I dati Unicef ufficiali parlano di circa un milione ma sarebbero molti di più.

Un orrore che ha bisogno di essere portato alla luce. 

Irene Caltabiano

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