Possea, l'amore per il mare viaggia su quattro ruote

Possea, l'amore per il mare è donna

Le storie di progetti realizzabili on the road mi hanno sempre affascinata. 

Se poi al viaggio si unisce anche la divulgazione culturale, si è destinati ad andare lontano, sia fisicamente che metaforicamente. Si chiama Possea e punta alla divulgazione scientifica in forma nuova, originale... e itinerante.  

Marta Musso, biologa Marina appena ventitreenne, è stata scelta come Donna di mare 2022, premio assegnato dalla Commissione Oceanografica intergovernativa dell’Unesco, da B women Italy e dall’associazione Donne di mare, dedicato all’impegno femminile nella tutela dell’ambiente marino.

La storia di Marta Musso

Ma chi è Marta e perché ha ricevuto questo prestigioso premio? La Musso è nata e cresciuta a Genova, una delle città di mare per eccellenza. La vita sott’acqua non solo le piace, preesto decide di dedicarle un percorso professionale.  

La giovane si laurea così in biologia marina alla Swansea University in Galles, dedicandosi allo studio di microplastiche e plancton. Dopo essersi spostata tra Spagna e Portogallo, decide che è tempo di vivere il mare ancora più a stretto contatto.  

Sceglie dunque di passare un anno in barca a vela, portando avanti il progetto Choosesaltwater, programma che punta a coinvolgere i bambini di scuole vela e surf nell’esplorazione del mare. 

Questa esperienza la porterà poi a elaborare Possea, idea che le è valsa il premio che incoraggia l’imprenditoria femminile nell’ambito della tutela dell’ambiente. 

Cos’è Possea? 

Il nome racchiude in sé due giochi di parole: Post from the sea, ovvero posta dal mare, che implicitamente rimanda a una comunicazione con il vasto elemento naturale e i suoi segreti, e "possible", ovvero il termine inglese per possibile. 

Il rimando alle lettere spiega anche il perché del furgone, un vecchio van delle poste tedesche che è diventato laboratorio itinerante e libreria di mare, in cui tutto è narrato dal punto di vista della sua più piccola creatura marina, il plancton. 

L’idea è colmare il divario tra uomo e ambiente, partendo da una particella infinitesimale, quasi invisibile. «Volevo partire dal microscopico» spiega Marta «Tra il plancton ci sono tutti i cuccioli dei principali invertebrati marini che prima di crescere vagabondano nel mare spinti da venti e correnti. Il progetto può essere realizzato sia sul campo in prima persona che sui social media, creando un'ampia comunità».

mareUn progetto in itinere

Il laboratorio è strettamente connesso alla ricerca scientifica e mira ad affiancarla e promuoverla. Verranno messi a punto percorsi di apprendimento immersivi, destinati ai bambini e ai ragazzi.  

Verranno poi realizzati materiali dedicati, fra cui libri e manuali illustrati, guide online, giochi da tavolo a tema e kit per l’esplorazione. L’idea è comunque far sì che il progetto si evolva a poco a poco, stabilendo magari anche nuove tappe, grazie al dialogo con persone, istituzioni e contesti incontrati. 

Un progetto atipico, che vedrà come mentore Francesca Santoro e coinvolgerà Anna Cogo e Daniela Addise, promotrici del premio. La nuova piattaforma interattiva, Favole Blu, sarà completata a fine aprile. 

Il progetto Possea ci fa capire che c’è bisogno di nuove idee e nuovi metodi di coinvolgimento per preservare i nostri preziosi ecosistemi marini e tutelarli è un dovere di ciascuno.  

E non esistono età né limiti per questo.

irene caltabiano

 

di Irene Caltabiano

 

 

 

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