Secondo cervello: il benessere comincia nell’intestino

Ho un nodo allo stomaco è molto più di un evocativo modo di dire

Secondo-cervelloCorrisponde ad una realtà. Più precisamente, quella di chi subisce una situazione di stress, la somatizza, ed inconsciamente si predispone ad una risposta difensiva.

Infatti il cervello non è l’unica centralina di controllo emozionale. Non è il solo organo deputato a registrare, elaborare ed immagazzinare gli stati d’animo: se ne occupa anche l’intestino; ad accomunarli è la presenza dei neuroni.

I circa cento milioni di cellule nervose disposte lungo le pareti addominali producono la quasi totalità di serotonina (neurotrasmettitore responsabile della sensazione di benessere, volgarmente detto ormone della felicità) che circola nel nostro corpo (95%). Se la superficie intestinale venisse srotolata, coprirebbe un’area di circa 250 metri quadrati.

Queste informazioni e le relative ricadute operative sono state espresse in modo organico dal dottor Michael D. Gershon (Columbia University) attraverso la teoria del secondo cervello (1998). “Sebbene l’intestino contenga solo un decimo dei neuroni presenti nel cervello, opera in autonomia archiviando emozioni di natura disparata”.

Come l’intestino influenza il nostro umore (e viceversa)

Quando mangiamo del cioccolato, la gioia che ne scaturisce può rasentare l’euforia. Il merito è del secondo cervello, che non si limita ad assorbire l’alimento con cui entra in contatto, ma ne riconosce i principi costitutivi, ed invia messaggi conseguenti al cervello.

Si compie lo stesso processo, ma con esito inverso, in caso di digiuno: il messaggio veicolato ai “piani alti”, infatti, sarà malumore e pigrizia.

Stress-Secondo-CervelloSe invece un fattore esterno ha scatenato in noi tristezza, angoscia o spavento, il cervello chiede all’intestino di secernere una quantità supplementare di serotonina, così da gestire la difficile situazione, ma poi a farne le spese è la digestione, che risulta affaticata…

E ancora, se è un’infiammazione intestinale a distruggere la serotonina, il cervello entra in “riserva” e può insorgere la depressione.  Specularmente, uno stato di allarme ed apprensione, se persistente, causa gonfiore addominale, stipsi, diarrea, vomito o nausea.Insomma, tra i due cervelli c’è una relazione biunivoca.

Prevenire è meglio che curare, quindi: evitiamo di lasciar depositare e stratificare le emozioni negative. “Attrezziamoci” a gestirle e minimizzarne gli effetti negativi: via libera, quindi alla meditazione di consapevolezza (midfullness), senza trascurare l’alimentazione. Il come è importante quanto il cosa. Bandiamo la fretta dai pasti, e optiamo per la cottura semplice dei cibi, evitando gli intingoli, e sfruttando il principe della dieta mediterranea: l’olio di oliva. Portiamo a tavola pane, pasta e riso integrale, frutta e verdura di stagione, legumi, pesce e carne magra.

 

Francesca Garrisi     

Quando le cose non mi divertono, mi ammalo  (H.B.)

 

 

 

 

 

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