mentalità vincente

Allena il pensiero strategico ☝

Perché la "ricerca della felicità" ci sta lasciando tutti depressi?

In un mondo che persegue costantemente la felicità, è sorprendente perché così tante persone siano depresse.
 
In un recente studio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che a livello globale oltre 300 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi mentre 264 milioni soffrono di ansia.
 
Il suicidio rimane una delle prime 20 cause di morte.
 

Da dove viene la contrapposizione tra depressione e felicità come obiettivo finale?

Secondo lo psicologo sociale Brock Bastian, i tassi di depressione sono più alti nei paesi che danno un premio alla felicità.
Enfatizzare eccessivamente la felicità è una ricetta per il disastro. Naturalmente, gli esseri umani sperimentano una serie di emozioni.
Quando la felicità è posta come obiettivo primario di vita, proviamo un senso di fallimento quando non viene raggiunta .
Ma "sentirsi a volte tristi, delusi, invidiosi e soli" è umano e questa vasta gamma di esperienze dovrebbe essere abbracciata, non giustificata.
 
Etichettare la "felicità" o incoraggiare la "ricerca della felicità" come l'obiettivo finale della vita ignora la felicità per ciò che è veramente, un'emozione fugace.
 
La sopravvalutazione della felicità aliena altre emozioni e induce le persone a temere e ignorare sentimenti di tristezza, rabbia, solitudine. Ignorare questi sentimenti è un modo infallibile per causare ansia e depressione .
Se la felicità è abbracciata per l'emozione che è, alla pari di tutte le altre emozioni nella gamma dell'esperienza umana, allora non ti sentirai negativo riguardo all'essere umano.
 

Una grande parte dell'essere un umano è l'ottimizzazione

Ottimizzare il tempo, i piani, il lavoro, i sentimenti.
 
Stiamo tutti cercando di "vivere la nostra vita al meglio", il che potrebbe fornire indizi sul motivo per cui la felicità è adorata come lo standard d'oro della vita umana.
 

Ma un'emozione fugace non dice molto sulla qualità della propria vita.

Le emozioni sono fugaci e non definiscono una persona. Si sentono semplicemente e poi passano, lasciando il posto ad altre emozioni o pensieri.
Quando si comprende la fluidità delle emozioni, è più facile raggiungere una vita emotiva sana ed equilibrata. Questa comprensione include la conoscenza di non agire né prendere decisioni mentre si provano forti emozioni.
 
Quando proviamo rabbia estrema, tristezza o persino felicità, spesso possiamo sentire l'impulso di prendere decisioni.
 
Ma qualcuno con una forte comprensione delle emozioni aspetterà che questi sentimenti passino, analizzerà il motivo per cui sono stati sentiti e poi prenderà una decisione (se ritenuto necessario).
 

Questa capacità di sentire le emozioni e comprenderle sono fattori importanti di saggezza e ragione.

Se sei consapevole di ciò di cui hai bisogno per essere una persona migliore, se metti il ​​massimo in tutto il tuo lavoro, se aiuti gli altri quando puoi, se ti nutri e ti nutri bene, se controlli le tue emozioni e non intraprendi azioni sotto una mente annebbiata, se ti fermi sempre a pensare prima di fare, allora sei vivo.
 
Per offrire un esempio: invece di cercare la prossima scarica di dopamina, cerca di ridurre al minimo le distrazioni, fai una cosa alla volta e dedica del tempo alla creatività .
 

Una vita equilibrata

Che tu sia uno dei tanti milioni di persone che hanno sperimentato depressione o ansia nella tua vita o meno, è piacevole sentire che la "felicità" non è la fine di tutte le capacità umane.
 
Prendendo amichevoli consigli dalle filosofie orientali e greche, vivere una vita equilibrata non è così difficile.
Concediamoci di sentirci tristi (e mangiamoci una coppa di gelato quando serve) e accettiamo che la rabbia fa parte dell'essere umani tanto quanto lo è la felicità.
 
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Ecco le più grandi scuse che inventiamo per non avere successo

«Questo pomeriggio voglio parlare con voi del perché non riuscirete a fare una grande carriera».

larry smith1«Il primo motivo è che non importa quante persone vi dicano: "Se vuoi fare una grande carriera, devi inseguire le tue passioni, devi inseguire i tuoi sogni, devi inseguire il grande fascino della vita".

«Ve lo sentite dire ancora e ancora e poi decidete di non farlo. Non importa quante volte vi scarichiate il discorso introduttivo di Steve Jobs a Stanford, lo guardate e decidete comunque di non farlo»

A parlare non è esattamente il primo arrivato ma Larry Smith, professore di economia all’Università di Waterloo, in Canada.

Cosa fa di preciso Larry Smith? Insegna ai suoi studenti a trovare le carriere che amano davvero.

Cosa vuoi fare da grande? Se non sai scegliere, forse sei un multipotenziale

Parole, parole, parole

larry smith32Larry, nel suo Ted Talk, elenca quante scuse ci raccontiamo. E siamo bravissimi e creativi a inventarne sempre di nuove.

Una delle più grandi è che per la maggior parte delle persone le grandi carriere sono veramente una questione di fortuna. “Aspetterò, cercherò di essere fortunato e, se sono fortunato, farò una grande carriera. Altrimenti, farò solo una carriera onesta”.

Seconda scusa: “Ci sono persone speciali che inseguono le loro passioni, ma sono geni. Io non sono un genio”.

Terza scusa: “Se lavoro molto, farò una grande carriera. Non sono pronto a inseguire le mie passioni, quindi so cosa farò perché ho una soluzione, ho una strategia. È quella che mi hanno insegnato mamma e papà. Mamma e papà mi hanno detto che lavorando duro avrei fatto carriera. Quindi se lavorate duro e fate una bella carriera, se lavorate molto, molto, molto duro farete una grande carriera. Matematicamente, ha senso, no? mmm. No".

Sì, possiamo nutrirci di interessi extra lavorativi. Ma non bastano. Non basta trovare uno svago. Di interessi se ne possono avere anche 20.

Poi uno di questi ti prende allo stomaco ti coinvolge più di ogni altra cosa.

Dal disegno ai fornelli. Il segreto? Ci vuole Amore!

Sentite di aver trovato la vostra passione.

passione 6O se preferite si può parlare di destino. Se ci si fissa su un interesse, non si troverà mai la più grande passione della propria vita.

Il rischio di non seguire questo richiamo? Con il tempo, le scuse aumenteranno.

“Preferisco dedicare tempo alle relazioni”. E magari, alla lunga, finirete per prendervela con i figli, che vi hanno tolto il tempo per inseguire i vostri sogni.

O peggio, avrete lo stesso atteggiamento con loro, perché pensate che non sia possibile inseguire le vostre passioni e mantenere un equilibrio negli altri campi della vostra vita.

Si ha paura di sembrare ridicoli, di tentare. Ma soprattutto… si ha paura di fallire.

La grandezza fa paura perché ci si auto infligge dei limiti, pensando che sia impossibile essere contemporaneamente un bravo genitore, una/un brava /o moglie/marito e una persona di successo nel proprio lavoro.

«Ed ecco perché non farete una grande carriera. A meno che…ma l'espressione "a meno che" è anche legata all'altra frase terrificante, "Se solo avessi..." "Se solo avessi...". Se solo quell'idea vi fosse frullata in testa ».

Queste sono le ragioni per cui fallirete nel fare una grande carriera, afferma Smith.

A meno che.

irene caltabiano

 

di Irene Caltabiano

 

 

 

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Da cosa deriva la paura di essere traditi?

I soliti sospetti.

Essere_TraditiLe storie d’amore, specie quando iniziano, scatenano una serie di emozioni meravigliose. Non a caso l’antico adagio recita “il primo amore non si scorda mai”, perché il battesimo del cuore provoca uno stato di beatitudine tale da scolpire certe sensazioni nella memoria in modo indelebile.

Tuttavia il meccanismo di registrazione degli eventi, a livello mentale, funziona alla stessa maniera anche nel caso in cui ad avvolgerci siano i nuvoloni neri di un amore che finisce.

Le tempeste provocate da un improvviso rifiuto, purtroppo, creano sinapsi altrettanto forti con le quali in futuro bisognerà fare i conti.

Sono in molti a sperimentare il costante timore del tradimento da cui scaturisce la gelosia. 

Poco importa se la relazione sia sbocciata da poco o vada avanti da anni: la paura che il signore o la signora “terzi” ci porti via l’altra metà, è una sorta di ombra che ci segue.

Cos’è a originarla? 

Basta il semplice ricordo di un tradimento passato a influenzare i rapporti futuri? Eppure chi soffre del mal di gelosia non necessariamente ha fatto esperienza delle proverbiali corna, nei suoi trascorsi amorosi. Forse allora le motivazioni sono altre.

Monogamia: siamo uomini o animali?

 

No, non è la gelosia.

La paura del tradimento ha un’origine molto profonda che può risalire a fattori ambientali e culturali, oltre che personali. Affrontarla, al fine di comprenderla e “disinnescarla”, è l’unico modo per vivere relazioni serene e appaganti.

Il termine “disinnescarla” non è casuale

La gelosia è a tutti gli effetti una bomba a orologeria in grado di minare la solidità di un rapporto. 

Può farlo all’improvviso, con un’unica imponente deflagrazione, oppure lentamente, con una sequenza di piccole scosse.

Una delle principali cause scatenanti è il basso livello di autostima che caratterizza alcune persone. 

essere_traditiChi per natura è insicuro e non crede sufficientemente nelle proprie abilità oppure ritiene di non avere un bell’aspetto, infatti, avrà senz’altro maggiori probabilità di temere il tradimento.

Poiché il soggetto in questione non ha percezione del suo valore, non riesce a capire per quale motivo il proprio partner abbia deciso di stare con lui. Più o meno consapevolmente, quindi, sente di non meritare l’altra persona e teme che quest’ultima si desti dall’incantesimo e lo lasci per un’altra persona.

Chi ha scarsa autostima vive le storie d’amore in un perenne stato di ansia e angoscia che spesso lo spinge a scagliarsi contro il partner. 

Scenate di gelosia, controlli maniacali e liti per motivi anche futili sono all’ordine del giorno.

Talvolta, però, la paura del tradimento si consuma in modo trasparente agli occhi dell’altra persona. Il geloso, infatti, può anche provare vergogna per i suoi tumulti interiori e rimuginare silenziosamente nel tentativo di controllare l’ansia.

Nei casi leggermente più gravi, il soggetto che teme il tradimento soffre di disturbi riguardanti la personalità. Un tipico esempio è quello del narciso che, in quanto tale, non tollera che la sua immagine sociale possa essere danneggiata da un abbandono.

C’è poi il diffidente

Che in seguito a esperienze riguardanti la propria infanzia tende caratterialmente a non fidarsi delle persone. In questo caso, paradossalmente, più il coinvolgimento emotivo si evolve, più aumenta il timore di essere traditi.

È come se la paura di lasciarsi andare spingesse queste persone ad arretrare, anziché andare avanti. Proprio per questo motivo in genere preferiscono non impegnarsi in un rapporto serio e duraturo.

Discorso diverso, invece, è quello in cui la gelosia è oggettivamente motivata dai comportamenti discutibili del partner. Caratteri o background culturali diversi possono infatti destabilizzare l’unione a priori, senza che ci sia una chiara volontà di far andare male le cose.

Come affrontare la paura del tradimento

Che fare, dunque?

tradimentoDisinnescare la paura del tradimento non è impossibile, ma sicuramente non è impresa facile. A prescindere da quale sia la causa che la origina, affidarsi a uno specialista per affrontare il problema attraverso una terapia di tipo cognitivo comportamentale è senz’altro un buon modo per venire a capo della situazione.

Mettersi in discussione è il primo passo da compiere, sempre. Ciò, il più delle volte, permette di prendere coscienza del fatto che le proprie angosce scaturiscono essenzialmente da una visione distorta della realtà.

I cortocircuiti mentali che provocano la gelosia impediscono di vivere il rapporto di reciprocità adulta che dovrebbe essere alla base di una relazione sana. Pensare al proprio partner come un traditore, infatti, è un atteggiamento di per sé infantile.

I bambini, non a caso, tendono a misurare tutto secondo la regola del vincitore e dello sconfitto, del buono e del cattivo, della vittima e del persecutore. Chi trionfa vive felice e chi soccombe rimane solo e sconsolato, nel loro modo di vedere le cose.

Il lavoro dello psicoterapeuta, dunque, mira ad analizzare queste rappresentazioni relazionali per consentire al paziente di riacquistare una propria sicurezza personale all’interno del rapporto affettivo. Riappropriarsi di un naturale senso di fiducia nelle relazioni è la chiave per uscire dal labirinto della gelosia.

di Giovanni Antonucci

autore del romanzo "Veronica Fuori Tempo"

 




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